Confagricoltura Bari

Studio Confagricoltura: produzione agro-zootecnica, in flessione le principali coltivazioni

L’andamento delle produzioni vegetali e animali, fra il 2013 e il 2017 in Italia, desumibile dai dati Istat attualmente disponibili, si presenta generalmente molto altalenante, con la sola eccezione della produzione di latte che ha registrato una crescita pressoché costante. Nel 2017, tutte le macrocategorie di coltivazioni (seminativi, legnose, prati permanenti e pascoli) hanno segnato flessioni rilevanti della produzione.

1. Superficie investita e produzioni vegetali

Per quanto riguarda la superficie complessiva investita per la coltivazione delle principali macrocategorie di produzione vegetale, si registra una costante flessione (-630 mila ettari fra il 2013 e il 2017). Tale flessione è riconducibile soprattutto agli effetti dell’urbanizzazione e alla cessata messa a coltura di terreni poco produttivi di alta collina e montagna. Le variazioni percentuali di superficie investita, evidenziano una sostanziale stabilità per i seminativi, una sensibile crescita delle coltivazioni arboree (nel 2017 +6,9%), e una netta riduzione per i prati permanenti e i pascoli (-17% fra il 2013 e il 2017); complessivamente, la superficie coltivata è diminuita di circa il 4,7%.

2. Allevamenti e produzione di latte e carne
Per quanto riguarda la zootecnia, cresce negli ultimi anni il numero complessivo di capi allevati, registrando il massimo nel 2016 (23,66 milioni, esclusi avicoli), con lieve riduzione nel 2017 (23,60 milioni). L’unico settore dove si registra una sensibile e costante flessione dei capi allevati è quello dei cavalli, passato dai 394 mila del 2013, ai 368 mila del 2017. I bovini, dopo il numero massimo di capi allevati del 2014, sono rimasti sostanzialmente stabili nei tre anni successivi; i suini evidenziano la massima consistenza nel 2017; per ovini e caprini il massimo numero di capi allevati si è raggiunto nel 2016, con lieve flessione nel 2017.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il report integrale:

rapporto_centro_studi_produzione_agrozootecnica_2012_2017

 

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