Confagricoltura Bari

Primitivo, il presidente Lacenere: “Grave e avulso dal contesto il provvedimento della Regione Sicilia”

Il Presidente di Confagricoltura Bari, Michele Lacenere, si associa al comunicato a firma del Presidente di FederBasilicata, Francesco Battifarano, e di FederPuglia nel denunciare il grave precedente amministrativo creato dalla Regione Sicilia che, con DGG 1733 del 09/08/2019, autorizza la coltivazione del Primitivo su tutto il territorio regionale.

“Si tratta di un provvedimento avulso dal contesto in cui, sinora, si è cercato di far tesoro dello stretto rapporto esistente tra le varietà viticole e il territorio, mirando a porre in risalto le relazioni sensoriali che legano indissolubilmente il profumo e il corpo di un vino con la cucina della tradizione locale. Non basta certo una scheda tecnica agronomica di “idoneità alla coltivazione” per valorizzare un vitigno, ma è sufficiente un marchiano errore politico per vanificare il lavoro che da anni i nostri consorzi stanno svolgendo nella tutela e valorizzazione dei vitigni tradizionali”.

È duro il Presidente di Confagricoltura Bari nelle sue valutazioni: “Capisco che la Regione Sicilia voglia accontentare quei grandi produttori che premono per inserire il primitivo made in Sicily nel loro listino, ma questo non significa fare gli interessi del settore ma solo accondiscendere a meri interessi commerciali. Facciamo la guerra a chi vuol defraudarci della nostra storia agroalimentare e scivoliamo su simili bucce di banana, cosa dobbiamo aspettarci ora? Che una qualche regione approvi la produzione di parmigiano perché qualcuno elabora una scheda tecnica con cui dice che le vacche fanno latte anche li? L’affermazione commerciale del Primitivo, apripista dell’economia agroalimentare ed enoturistica regionale, è il risultato di decenni di sforzi, investimenti e sacrifici dei produttori agricoli, degli enologi e delle imprese di vinificazione che, insieme e consorziate, hanno saputo proporsi positivamente al mondo intero. Non è possibile accettare che l’egoismo commerciale sottragga o utilizzi quanto fatto in nome di una comunità territoriale. Dalle nostre Regioni deve partire un messaggio forte e chiaro a salvaguardia di chi apprezza il vino e, assaporandolo ad occhi chiusi, collega i suoi profumi e sapori alle bellezze dell’Italia intera: l’autorizzazione all’impianto e alla produzione del Primitivo in Sicilia non può essere avallata dal Mipaaf e, a tale riguardo, chiediamo che intervenga immediatamente il Presidente Emiliano, coordinatore della Conferenza Stato-Regioni per l’Agricoltura, a salvaguardia del patrimonio ampelografico pugliese e per impedire che il Primitivo possa figurare in un futuro tra le denominazioni siciliane “tipiche” legando il nome di un vitigno ad un territorio completamente differente da quello in cui esso ha avuto origine”.

Sull’argomento si sono già espressi il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria DOC e DOCG, il Consorzio del Salice Salentino DOC, il Consorzio di Tutela e Valorizzazione dei vini Gioia del Colle DOC, il Consorzio di Brindisi e Squinzano DOC, il Consorzio di Castel del Monte DOC, l’Associazione Nazionale le Donne del Vino (Delegazione Puglia), il Movimento Turismo del Vino Puglia e Assoenologi Puglia, sottolineando con forza le dichiarazioni rese nelle ultime ore dall’onorevole Dario Stefàno, in merito alla tutela dell’uva più importante del sistema vitivinicolo pugliese.

 

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