Confagricoltura Bari

“Serve una riforma per il rilancio del verde pubblico”, la richiesta di Mati presidente della FNP

“La Xylella e le altre patologie da quarantena che minacciano l’Italia devono essere gestite in maniera più efficace. Abbiamo rivolto appelli a livello di servizio fitosanitario nazionale ed europeo affinché vengano presi gli opportuni provvedimenti”. Francesco Mati, presidente della Federazione nazionale florovivaismo di Confagricoltura, commenta così la minaccia delle fitopatie anche per l’export del comparto florovivaistico.

“Al momento – aggiunge – dopo 8 ministri dell’agricoltura in 10 anni, serve soprattutto una stabilità politica che ci dia la possibilità di dialogare e arrivare agli obiettivi. L’unico beneficio ottenuto in questi anni a sostegno del settore è stato quello del bonus verde per giardini e terrazzi che dovrebbe tornare perché è stato inserito nella bozza di decreto legge sul clima”. L’agevolazione prevede infatti la detrazione ai fini Irpef del 36% delle spese per lavori di “sistemazione a verde” di aree scoperte private di edifici esistenti, unità immobiliari, pertinenze o recinzioni, impianti di irrigazione e realizzazione pozzi nonché per coperture a verde e giardini pensili nel limite massimo di 5mila euro.

“Oltre i confini extra-Ue – spiega sempre il presidente della Federazione nazionale florovivaismo – molti Paesi stanno intanto crescendo in competitività senza avere però il vincolo dei nostri regolamenti e della nostra burocrazia. Possono infatti contare su costi di manodopera decisamente inferiori ai nostri e utilizzare principi attivi che in Europa sono banditi. Per questo dovremmo cercare di limitare le importazioni di prodotti florovivaistici da Paesi Terzi che non hanno le stesse regole. Altrimenti rischiamo di azzerare gli utili delle nostre aziende e poi di chiuderle”.
Non è un caso, poi, se un distretto vivaistico di primo piano come Pistoia, fa sapere sempre Mati, riesce ad aumentare le esportazioni, ma non le vendite in Italia. “Serve quindi – aggiunge – una riforma del settore capace di stimolare la riqualificazione del verde pubblico nelle città e, soprattutto, nelle periferie, dove è spesso assente. Abbiamo una città oggi molto proiettata verso il verde come Milano – sottolinea Mati – che sta assumendo una dimensione europea grazie agli investimenti privati. Penso al Parco Biblioteca degli alberi, al Bosco degli Alberi, e a Piazza Gae Aulenti, che con il loro esempio stanno contaminando di verde anche i quartieri vicini. Bisogna fare in modo che anche Roma abbia un verde da capitale prendendo spunto da Milano”.

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