Confagricoltura Bari

Crisi settore olivicolo, Lacenere: “Indispensabile intervento della Regione”

“Riteniamo indispensabile un intervento dell’amministrazione regionale –  dichiara il presidente di Confagricoltura Bari-Bat, Michele Lacenere – per permettere alle strutture di trasformazione di poter sopportare il costo finanziario di uno stoccaggio più lungo, che consenta di evitare fenomeni speculativi di cui conosciamo bene la gestione. E’ facile sfruttare le necessità di aziende che vengono da anni di crisi produttiva, e hanno sopportato costi di produzione da capogiro, per imporre prezzi che non stanno nè in cielo né in terra e che non rispecchiano certamente il valore del prodotto e nemmeno le effettive dinamiche di un libero mercato. Parliamo da anni, oramai, di valorizzazione del prodotto – conclude – ma queste speculazioni non fanno altro che spingere le olive su un mercato nazionale che poco ha a che fare con l’olio di Puglia”.

La campagna di raccolta olivicola si apre con una crisi di mercato, che coinvolge sia l’olio che le olive, che non trova ragionevole riscontro nella realtà produttiva olearia italiana. La stagione produttiva non è stata delle più felici: in primavera un calo termico importante ha compromesso, sia pur parzialmente, in alcune zone l’allegagione dei frutticini e una siccità con pochi precedenti ha costretto gli olivicoltori, o almeno chi poteva disporre di risorse irrigue, ad un pesante ricorso all’irrigazione con dispendio di risorse energetiche e, soprattutto, finanziarie; è inutile sottolineare come, nella coltura seccagna, la produttività degli impianti sia stata notevolmente compromessa.

Questa situazione ha, di fatto, ridotto gli areali produttivi alle sole regioni, o meglio a parte di esse, di Puglia, Calabria e Sicilia (fonte ISMEA), queste ultime due interessate da fenomeni meteorici particolarmente violenti proprio nel periodo di raccolta. Le regioni del Centro-Nord, interessate all’olivicoltura, presentano un importante calo produttivo che, sommato all’azzeramento dell’olivicoltura salentina, determina un calo complessivo di produzione olivicola nazionale superiore al 30%.

Nonostante ciò, e nonostante si giunga da una campagna 2020/2021 non felicissima, il tracollo del prezzo dell’olio è stato velocissimo, seguito a ruota dal crollo del prezzo delle olive, tanto da raggiungere quotazioni di 3,00/3,50 euro a pochi giorni dall’apertura dei frantoi, con olive quotate dai 35 ai 45 euro. Tutto troppo rapido per non pensare a processi speculativi, avviati dal potente cartello che tiene saldamente le redini del mercato dell’olio e, calibrando attentamente gli acquisti, è in grado di mandare in affanno finanziario, ed economico, l’intera filiera.

 

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