Confagricoltura Bari

Confagricoltura Bari risponde al direttore di TeleNorba, Magistà: “La nostra una protesta legittima e responsabile, ha gettato discredito su un intero mondo produttivo”

“Con il suo editoriale andato in onda ieri, Enzo Magistà, direttore di Telenorba, conferma di parlare di materie che non conosce e per le quali dimostra di non essersi preventivamente documentato, come dovrebbe fare un giornalista. Forse perché gli vengono suggerite, male”. E’ la replica del presidente di Confagricoltura Bari, Michele Lacenere, al commento del direttore di Telenorba andato in onda ieri 11 dicembre in merito alla protesta dei rappresentanti degli agricoltori pugliesi.

“Ieri – prosegue Lacenere – ha parlato di agricoltori lagnoni e di “epigoni di gilet gialli”, definendo, di fatto, gli agricoltori come degli irresponsabili che non pensano alle conseguenze di un gesto di protesta. No, caro Magistà, noi abbiamo voluto evitare, con quel gesto, che la rabbia arrivasse nelle strade. Dopo aver, da mesi, atteso risposte che non arrivavano a domande abilmente eluse, abbiamo finalmente parlato, civilmente, dei nostri problemi e siamo stati ascoltati, altrettanto civilmente, da chi doveva darci delle risposte. Noi, esimio censore, non abbiamo mai considerato la Regione una “vacca da mungere” nell’accezione comune del termine, questa sarà forse una definizione più confacente al suo modo di fare giornalismo. Le vacche, per noi, sono compagne di lavoro. Vanno accudite, accuratamente, alimentate, curate nell’ambiente che garantisca il giusto benessere, perché possano renderci latte in quantità e di qualità”.

“Così, per noi, è la Regione. Che accudiamo, con la nostra presenza, alimentiamo con le nostre tasse e curiamo con i nostri consigli ma non rende latte né in quantità né di qualità. La Regione non è in ritardo sul Psr, caro direttore, la Regione è bloccata sul Psr! E non perché “il sistema” abbia barato, ma perché la Regione ha sbagliato, creando un gioco senza regole e dando la possibilità a ciascuno di scriverne di proprie. Lei non si è nemmeno preoccupato di andare a verificare come sia possibile che quasi il 100% delle domande strutturali del PSR sia “anomalo”, non le è venuto il dubbio che se il 98% dei redattori viene considerato tale forse sia qualcosa d’altro ad essere anomalo? Forse qualcuno le ha detto quale sia stato il metro di valutazione delle anomalie utilizzato in “istruttoria” dalla Regione? Forse qualcuno le ha parlato della competenza “tecniche” responsabili dell’istruttoria? Non credo e, soprattutto, non credo che a lei interessi. Ha basato un editoriale, a discredito di un intero mondo produttivo, sul “sentito dire” da parte di chi da tre anni rappresenta la parte perdente dell’agricoltura pugliese, perché noi Agricoltori siamo quella parte che lavora, siamo quella parte, nonostante a gente come lei questo non consti, vincente!”

“Il gilet arancione lo abbiamo messo, per simboleggiare una drastica emergenza, sopra la giacca dell’umiltà indossata ogni giorno”.

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