Confagricoltura Bari

Grano duro biologico, Confagricoltura Bari alla Regione: “Si passi alla semina ogni due anni”

Il presidente di Confagricoltura Bari-Bat, Michele Lacenere, ha inviato una lettera all’assessorato alle Politiche agricole della Regione Puglia chiedendo di attivarsi nei confronti del Ministero competente per ottenere una deroga ai criteri di rotazione per le aziende cerealicole in biologico. L’iniziativa segue quella avviata già a Roma da Confagricoltura nazionale.

Il decreto attualmente in vigore prevede la limitazione  della possibilità di coltivare grano duro biologico solo dopo l’avvicendarsi di almeno due cicli di colture principali di specie differenti, una delle quali destinata a leguminose. “Questo comporta – spiega il direttore di Confagricoltura Bari-Bat, Vincenzo Villani – che, per le aziende cerealicole del territorio della provincie di Bari e Bat, aderenti alla misura dell’agricoltura biologica Psr Puglia, la produzione di grano duro è di fatto consentita, sullo stesso appezzamento, una sola volta nel triennio, con una indubbia penalizzazione economica”.

Per questo Confagricoltura Bari-Bat ha suggerito che venga adottata, in deroga, una rotazione quadriennale con tre specie differenti di cui almeno una leguminosa. Un esempio di rotazione colturale quadriennale potrebbe essere la seguente:

1^ anno:Cereali (frumento duro,orzo,avena,farro,etc..)

2^ anno:Coltura 2^ (favino,fava,pisello,lenticchie,cece,etc…)

3^ anno:Cereali (frumento duro,orzo,avena,farro,etc..)

4^ anno:Coltura 4^ ( trifoglio,sulla,etc…) in erbai mono o polifiti

In questo modo si permetterebbe agli imprenditori agricoli locali di adottare modelli colturali sostenibili sia da un punto di vista economico che ambientale. “Sarebbe – spiega il presidente Michele Lacenere –  una soluzione strategica soprattutto in aree ad elevata vocazione cerealicola, dove non esistono alternative alla coltivazione del frumento duro (aree interne della nostre provincie Bari e Bat). L’avvicendamento, inoltre, consentirebbe di assicurare sul mercato la presenza della produzione di grano duro biologico e, dall’altra, di alimentare e sviluppare la filiera dei legumi biologici per i quali la domanda dei consumatori è in continua crescita”.

 

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