Confagricoltura Bari

Ecco un esempio di buona amministrazione

Spesso ci troviamo a raccontare e a descrivere situazioni di difficoltà vissute dalle nostre aziende nel contesto dell’applicazione delle normative che regolamentano vari aspetti dell’attività agricola. Questo potrebbe far pensare che l’amministrazione della cosa pubblica sia sempre malamente gestita con criteri di “burocratese” che sembrano fatti apposta per complicare la vita di chi opera sul territorio: fortunatamente non è così. La pubblica amministrazione nella normalità dei casi lavora a fianco delle aziende e dei cittadini, ovviamente nel rispetto delle regole, per superare alcuni scogli che provengono da un’applicazione di normative troppo generiche su un territorio troppo variegato.

Ci piace, nell’occasione, indicare come una collaborazione, stretta ed attiva, tra istituzioni, il Dipartimento dell’Agricoltura della Regione Puglia e l’Autorità Interregionale di Bacino, ha tracciato le basi per la soluzione di un problema che stava creando non poche difficoltà al mondo agricolo.

Ci riferiamo all’applicazione del Piano di Gestione per il rischio alluvioni (PGRA), per le acque (PGA), ed ai Piani stralcio per l’assetto idrogeologico (PAI); le cui mappe territoriali riprendono delle situazioni vincolistiche imposte da ipotetici rivoli di scorrimento, con tempi di ritorno alluvionali fino a 200 anni. L’applicazione di questo regime, di fatto, impediva anche le semplici operazioni di espianto/reimpianto di arboreti/vigneti esistenti da decenni: se vogliamo un’ennesima tegola alla proprietà fondiaria ed alla libera imprenditoria.

Confagricoltura Bari/Bat ha posto, da tempo, grande attenzione sulla problematica, discutendone gli aspetti con le amministrazioni interessate e riuscendo tecnicamente a dimostrare la possibilità di operare, in deroga al disposto normativo, a determinate condizioni. Ciò è stato reso possibile dalla disponibilità degli interlocutori istituzionali ed ha portato, dopo molti mesi di lavoro, ad ottenere la prima autorizzazione dall’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, per un reimpianto di un vigneto da vino in una zona sottoposta a vincolo.

I nostri ringraziamenti vanno al Direttore del Dipartimento Agricoltura della Regione Puglia professore Gianluca Nardone che ha aperto le basi della procedura, fungendone anche da giunto connettore, alla dottoressa Vera Corbelli – Segretario dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, al dottor Gennaro Capasso – Dirigente Tecnico dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale, ai funzionari dell’Autorità di Bacino Distrettuale dell’Appennino Meridionale dottor Rocco Bonelli e dottor Nicola Palumbo, solo per citarne alcuni. Grazie al loro impegno ed alla loro capacità di interpretare in maniera costruttiva norme che sembravano insuperabili, è stata tracciata la strada per un nuovo iter autorizzativo valido per le tante casistiche simili a quelle che abbiamo citato.

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