Dopo il grido d’allarme sulla crisi strutturale del comparto, l’associazione invita olivicoltori, frantoiani, cooperative e agricoltori a sostenere le ragioni della protesta. Da tempo sollecitiamo le istituzioni con proposte tecniche concrete, ma senza risposte. Ora serve una risposta unitaria: il tempo degli interventi spot è finito.
Coerentemente con i contenuti espressi attraverso il comunicato di denuncia dei giorni scorsi sulla crisi strutturale che rischia di travolgere l’olivicoltura degli areali più vocati della nostra regione, Confagricoltura Bari- Bat sostiene pienamente le ragioni della manifestazione indetta per lunedì 12 ottobre 2026, alle ore 9:30, davanti alla Prefettura di Bari, e invita l’intero mondo olivicolo – olivicoltori, frantoiani, cooperative, operatori della filiera e agricoltori di tutti i comparti – a partecipare.
Confagricoltura Bari-Bat da tempo sollecita Governo, Regione e istituzioni territoriali su queste problematiche, avanzando proposte tecniche concrete: dalla sospensione del TPA, al documento di trasporto elettronico per olive e olio dal piano straordinario di controlli antifrode, alle misure di ritiro e stoccaggio per sostenere il prezzo , importante costituire un tavolo di emergenza con tutti gli attori della filiera.
L’olio invenduto continua a restare nei silos, la liquidità delle imprese è allo stremo, la prossima campagna si annuncia insostenibile per i costi crescenti di fertilizzanti, mezzi tecnici ed energia. La cambiale agraria da 50.000 euro con garanzia ISMEA è un palliativo: non libera il prodotto, non risolve il problema delle giacenze, non restituisce reddito agli olivicoltori.
Per queste ragioni Confagricoltura Bari-Bat, attraverso la voce delle sue delegazioni territoriali più coinvolte, sostiene con forza e convinzione le quattro richieste urgenti della filiera:
1. riconoscimento da parte del Governo dello stato di crisi del settore olivicolo-oleario, con l’attivazione immediata dei provvedimenti conseguenziali per frantoi e olivicoltori;
2. introduzione con decorrenza immediata del documento di trasporto in formato elettronico per olive e olio, così come già avviene per il settore vitivinicolo;
3. piano straordinario di controlli antifrode su scala nazionale, vero e verificabile, per contrastare la nazionalizzazione di oli esteri e le importazioni selvagge;
4. misure ad hoc di ritiro e stoccaggio del nuovo olio per sostenere il prezzo alla produzione, e sostegno finanziario per i frantoi.
A queste si aggiunge la richiesta alla Regione Puglia di attivare misure compensative sul fronte del caro carburante, che rappresenta un ulteriore colpo di grazia per un’olivicoltura già agonizzante.
“Riteniamo che sia importante che l’intero mondo olivicolo sia in prima linea lunedì 12 ottobre: non sarà una manifestazione di dissenso, sarà una battaglia di dignità di un comparto che non può più aspettare. Se non si interviene subito, il rischio è la perdita di aziende, reddito, occupazione e patrimonio produttivo. Il tempo degli interventi spot è finito: serve un piano organico in vista della prossima campagna. Confagricoltura continuerà a fare la sua parte con proposte tecniche, ma ora servono anche risposte politiche nazionali e locali immediate.”




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