Confagricoltura Bari-Bat

Biodiversità e grano, a Bari un seminario per il futuro dell’agricoltura pugliese

Si è tenuto il 21 maggio scorso, presso la Caserma Rossani di Bari, l’incontro dal titolo “Seminare il futuro: biodiversità, grano e innovazione per l’agricoltura pugliese”, organizzato nell’ambito della Settimana della Biodiversità Pugliese. L’evento, ha offerto una preziosa occasione di riflessione sulle problematiche che il settore sta vivendo e sul ruolo delle tecniche colturali, dell’innovazione varietale e delle filiere produttive per il futuro della cerealicoltura regionale.

La parte centrale dell’incontro è stata la tavola rotonda “Seminare il futuro”, moderata da Pasquale De Vita, ricercatore del CREA Centro di Ricerca Cerealicoltura e Colture Industriali di Foggia.
Al tavolo sono intervenuti, tra gli altri, Luigi Tedone del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti dell’Università degli Studi di Bari A. Moro e componente del comitato di presidenza di Confagricoltura Bari-Bat e Rino Nardulli della Cooperativa Agricola Silvium Giovanni XXIII, referente per il settore cerealicolo di Confagricoltura Bari-Bat.
Il dibattito ha messo in luce le potenzialità del miglioramento genetico sostenibile, la necessità di tutelare le varietà locali di grano l’importanza di costruire filiere produttive che valorizzino la biodiversità pugliese e l’urgenza di investire in ricerca e innovazione per rendere l’agricoltura regionale più resiliente e competitiva.
Nel corso del dibattito è emersa con forza una delle questioni più critiche per la cerealicoltura pugliese: il crescente problema delle resistenze di alcune specie infestanti agli erbicidi.
Infatti, specialmente da parte dei rappresentanti del settore agricolo, è stato esposto ai funzionari regionali l’urgenza di trovare soluzioni efficaci e sostenibili, poiché il fenomeno sta compromettendo rese e redditività in molti areali granicoli, dove diventa quasi impossibile poter coltivare il grano in quanto l’uso ripetuto degli stessi principi attivi ha selezionato popolazioni di infestanti sempre più resistenti, rendendo insufficienti le strategie tradizionali.

Di fronte a questa emergenza, la tavola rotonda ha concordato sulla necessità di un cambio di paradigma: non più solo chimica, ma integrazione di pratiche agronomiche, rotazioni colturali, false semine, lavorazioni meccaniche e ricorso a varietà di grano più competitive.
È stato ribadito che la biodiversità funzionale – dalle cover crop all’avvicendamento – possono costituire un’arma cruciale per spezzare i cicli delle infestanti.
I partecipanti hanno lanciato un pressante appello al mondo della ricerca e istituzioni affinché si investa in soluzioni innovative e nella formazione degli agricoltori, unica strada per fronteggiare un problema destinato ad aggravarsi.
Le conclusioni, affidate al moderatore Pasquale De Vita- ricercatore del CREA DI Foggia, hanno riassunto il messaggio centrale: senza un approccio integrato e immediato al tema delle resistenze, ogni sforzo di miglioramento genetico e sostenibilità rischia di essere vanificato. Un monito chiaro, raccolto con attenzione dal pubblico presente.

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